Descrizione
Il libro si propone come una vera e propria esplorazione degli Arcani Maggiori, illustrati dal tarologo Diego Paparelle in chiave salentina.
Carte ricche di simboli, emozioni, contrasti, che diventano poesie nelle quali si raccontano. Non solo in lingua italiana, ma in dialetto leccese, con un chiaro ritorno all’origine, alla lingua madre, a una dimensione più intima e autentica.
Sono, insomma, ventidue carte che prendono parola e si rivelano in una forma nuova: la poesia.Ed è la stessa autrice che così spiega la sua preferenza: «La scelta del dialetto leccese non è soltanto stilistica, ma una scelta identitaria. È un ritorno alla lingua originaria, a quella dimensione in cui il suono precede il significato e l’emozione si manifesta in modo immediato, concreto, viscerale. Il dialetto non è nostalgia, ma presenza viva; uno strumento capace di restituire autenticità e radicamento a un universo simbolico che, pur nella sua universalità, trova nuova linfa nel contatto con una voce antica.»


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