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RI-CREARSI. Come trasformare un’idea in un’impresa (di successo)

Posted On febbraio 17, 2016 at 9:18 pm by / No Comments

Layout 1 Incontro con Alessandra Pizzi autrice de Il Capitale Passione, edizioni Il Raggio Verde

25 febbraio 2016, ore 18:30

Le Ali di Pandora, Centro Polifunzionale Kolbe, Via Giovanni Paolo II – angolo via Pistoia

Ri-crearsi è il tema di una serie di incontri che avranno al centro la presentazione del libro “Il Capitale Passione – come trasformare un’idea in un’impresa (di successo) di Alessandra Pizzi, edizioni Il Raggio Verde per addentrarsi nel mondo della new economy e riflettere su cosa significa creare un’impresa nel contesto culturale e storico attuale.

La rassegna avrà carattere itinerante e di volta in volta sarà occasione per dar spazio anche a realtà imprenditoriali che hanno “costruito” il proprio futuro. Appuntamento, dunque il 25 febbraioore 18:30, nel Centro polifunzionale in via Giovanni Paolo II, sede dell’associazione Le Ali di Pandora di Lecce che organizza l’evento in collaborazione con la Società Cooperativa “Calòs Irte” e Il Raggio Verde edizioni.

L’incontro, introdotto da Ambra Biscuso presidente associazione artistico socio culturale

“Le Ali di Pandora”,vedrà la partecipazione degli autori Alessandra Pizzi e Dario De Vitis, del sociologo Mario Perrone esperto in metodi e tecniche della ricerca sociale, di  Maria Elena Perrone responsabile amministrativo Società Cooperativa “Calòs Irte”.

 

 

“Il tema del lavoro e della sua centralità nella società contemporanea è uno degli argomenti più dibattuti degli ultimi anni – commenta il sociologo Mario Perrone. Sempre più spesso si parla di crisi economica, che spaventa e rende incerto il futuro, manovre finanziare che obbligano i cittadini a risparmiare o ad affrontare misure di austerità. Ma raramente si parla di come la crisi può diventare un’opportunità, basta cambiare il punto di vista, e forse ci renderemo conto che basta poco per trasformare un’idea in un’impresa di successo”.

 

L’incontro con l’autrice Alessandra Pizzi e Dario De Vitis, che ha curato l’approfondimento dedicato alle start up innovative e incubatori certificati, sarà occasione per costruire un dibattito aperto sul lavoro e le problematiche strettamente connesse all’identità sociale di ogni individuo. Il lavoro che sognano i giovani sempre più in fuga e i meno giovani, sempre più spesso, costretti a reinventarsi. In tempo di crisi si affinano gli ingegni e, soprattutto, si pensa al cambiamento come opportunità di crescita. Ma le insidie sono dietro l’angolo ed è bene non lasciare mai nulla al caso. Informarsi e formarsi sono le parole d’ordine. Cosa significa partire da un’idea per creare un’impresa? Sempre più giovani scelgono di diventare imprenditori di se stessi. Ma basta avere un’idea per diventare imprenditori?  Cos’è il capitale Passione?

Il Libro

Un manuale per districarsi nel mondo della new economy guardando alla crisi come un’opportunità per cambiare il punto di vista e ribaltare la visione sulle cose e sulle proprie capacità trasformando un’idea in un’impresa. è la rivoluzione delle idee il motore delle imprese. è la passione il primo passo verso il successo. Questo il fulcro intorno cui ruota il libro “Il Capitale Passione” di Alessandra Pizzi che punta a chiarire con argomentazioni ed esempi concreti cosa vuol dire creare un’impresa nel contesto culturale e storico attuale.

In più un approfondimento su tutto ciò che c’è da sapere sulle star up innovative e gli incubatori certificati a cura di Dario De Vitis che esamina gli aspetti fiscali e tributari e quelli relativi all’accesso ai fondi pubblici e privati.
Centotrentasei pagine per capire cosa c’è dietro a neologismi quali huber, sharing economy, start up, coworking, incubatori certificati, crowdfunding, outsourcing, caring economy, founder, emotional marketing, termini di una “riforma lessicale” che è alla base di una nuova forma di pensiero e di una riorganizzazione del concetto di lavoro.

La crisi, che ha spazzato via le figure e i settori tradizionali, ha modificato comportamenti e abitudini eppure, come sosteneva Albert Einstein, la crisi può essere considerata un’opportunità perché genera cambiamento e ridisegna gli scenari in cui crescono nuove professioni, nuovi mestieri, nuovi lavori. Altre economie, oltre quelle tradizionali, richiedono l’applicazione di diversi parametri per esplorare mercati sino ad ora inimmaginabili. L’economia della conoscenza apre lo spazio a nuove forme di lavoro privilegiando la costituzione di piccole imprese e lo sviluppo delle professioni, a patto che ci si orienti verso la connessione e la condivisione, ma, soprattutto, riqualificando il capitale umano come prima risorsa dell’azienda e la creatività come prodotto principale.
Se l’economia 2.0 è stata caratterizzata dall’avvento delle imprese tecnologiche, quella 3.0 vede l’affermazione delle imprese creative. A patto che come tali non si indichino solo quelle che espressamente traggono profitto dai settore dell’arte, del design, della cultura, dello spettacolo, ma tutte quelle imprese capaci di creare e di ‘ricreare’, di inventare e sviluppare soluzioni innovative in grado di anticipare, stimolandole, nuove esigenze di pubblico. Imprese che siano capaci di rispondere ad un modello ‘etico’ di consumi sempre più condiviso.

Alessandra Pizzi Nata a Roma, ha 42 anni di cui la metà impegnati nella promozione dell’arte e della cultura. Laureata con il massimo dei voti presso l’Università del Salento, dove ha discusso una tesi in Sociologia della Comunicazione dal titolo «La Nike sul radiatore. Arte e pubblicità nell’epoca del Postmoderno», ha frequentato presso l’Università di Torino il master in Pubbliche Relazioni e Reti Multimediali.
Si occupa di comunicazione e marketing. Collabora con imprese ed enti pubblici nell’attuazione di progetti e strategie e per il marketing turistico e territoriale. Svolge attività di consulente per le imprese private con particolare riferimento alle imprese culturali e creative. è docente di marketing e comunicazione per enti ed istituti di formazione superiore e manageriale. Ha curato rassegne di teatro, di letteratura e mostre, in Italia e all’estero. Dal 2006 dirige il Festival della Letteratura Ergo Sum di Cavallino – Lecce.
E’ CEO dell’incubatore d’imprese N.O.W. Srl ed è giornalista pubblicista. Autrice di testi teatrali. Ha già pubblicato «Salento Buono Tutto L’Anno – Guida per la promozione delle imprese artigianali e per il commercio» (ed. Lupo).

Dario De Vitis
Laureato in Economia e Commercio all’Università La Sapienza di Roma, è dottore commercialista e revisore contabile; collabora con il Laboratorio di Geografia Economico Politica dell’Università del Salento nelle attività di promozione territoriale e delle politiche di sviluppo regionale a livello locale, nazionale e dell’UE. Si occupa di consulenza alle imprese, valutazione di business plan e fundrising. Da Luglio 2015 è co-fondatore dell’Incubatore d’Imprese N.O.W. Srl.

 

 

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